Industria 4.0: perché la tua fabbrica dovrebbe digitalizzarsi

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Nell’ultimo anno abbiamo sentito parlare di Industria 4.0 più che mai. La tendenza delle fabbriche a digitalizzarsi e automatizzare i processi produttivi è in crescita vertiginosa e nei prossimi anni assisteremo a un cambiamento epocale nel modo di produrre qualsiasi cosa.


L’idea che la quarta rivoluzione industriale sia iniziata proprio nell’era attuale ci impedisce di attribuirle una data precisa, eppure è innegabile che sia qui e che noi attori industriali siamo coinvolti.

Origine dell’Industria 4.0

Il termine Industria 4.0 indica una tendenza dell’automazione industriale che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro, creare nuovi modelli di business e aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impianti. Il nome deriva dall’iniziativa europea Industry 4.0, a sua volta ispirata ad un progetto del governo tedesco.


Concretizzato alla fine del 2013, il progetto per l’industria del futuro Industrie 4.0 prevedeva investimenti su infrastrutture, scuole, sistemi energetici, enti di ricerca e aziende per ammodernare il sistema produttivo tedesco e riportare la manifattura tedesca ai vertici mondiali rendendola competitiva a livello globale.

Questo aveva come scopo l’efficientamento del sistema-fabbrica, la riduzione dei costi e la massimizzazione della produttività.

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Che cos’è l'industria 4.0: la quarta rivoluzione industriale

L’obiettivo delle imprese moderne è rendere la produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa. Le nuove tecnologie digitali avranno un impatto profondo nell’ambito di quattro direttrici di sviluppo.

I dati

L’utilizzo dei dati, la potenza di calcolo e la connettività sono le parole d’ordine. Questo vuol dire: big data, open data, Internet of Things, machine-to-machine e cloud computing per la centralizzazione delle informazioni e la loro conservazione. La tracciabilità dei dati è fondamentale per garantire l’efficienza di un sistema e la correzione repentina dell’errore.

Le analisi

Una volta raccolti i dati bisogna ricavarne valore in modo da prendere le decisioni giuste per implementare i sistemi. Molte imprese hanno già imparato ad ottenere vantaggi e creare valore attraverso il “machine learning”, ovvero la capacità delle macchine di perfezionare la loro resa “imparando” dai dati via via raccolti e analizzati.

Interazione uomo-macchina

La terza direttrice di sviluppo è l’interazione tra uomo e macchina, che coinvolge le interfacce “touch”, sempre più diffuse, e la realtà aumentata. 4. Digitale ma reale.

Infine, c’è tutto l’ambito di servizi che si occupa del passaggio dal digitale al “reale” e che comprende la manifattura additiva, la stampa 3D, la robotica, le comunicazioni, le interazioni machine-to-machine e le nuove tecnologie per immagazzinare e utilizzare l’energia in modo mirato, razionalizzando i costi e ottimizzando le prestazioni.

La smart factory

Le fabbriche 4.0 consistono in ambienti in cui le macchine sono costantemente interconnesse fra loro, capaci di autodiagnostica e di risoluzione dei problemi che si presentano nel corso del processo aziendale. In particolare, viene indicato come la capacità di manutenzione delle macchine su sé stesse, grazie all’IoT (Internet of Things, ovvero l’estensione di Internet al mondo degli oggetti che possiamo definire concreti e reali).

In sostanza, quindi, le macchine di una azienda saranno in grado di individuare eventuali punti critici nel processo produttivo e di porvi autonomamente rimedio. La meccanicizzazione permetterà l’adattamento del processo produttivo al singolo cliente, rendendolo estremamente preciso e specializzato. I robot lavoreranno a contatto con l’uomo, imparando e apprendendo in modo naturale per poi utilizzare le conoscenze per impostare la tecnica di sviluppo più efficace. Inoltre, l’alimentazione energetica delle fabbriche del futuro sarà senza sprechi e mantenuta nel minor dispendio economico possibile grazie a nuove fonti energetiche e migliori sistemi per il controllo e la gestione dell’energia.

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Com’è fatta una fabbrica intelligente?

L’industria 4.0 passa per il concetto di smart factory, che si compone di tre parti:

Smart production:

nuove tecnologie produttive che creano collaborazione tra tutti gli elementi presenti nella produzione ovvero collaborazione tra operatore, macchine e strumenti.

Smart service:

tutte le “infrastrutture informatiche” e tecniche che permettono di integrare i sistemi; ma anche tutte le strutture che permettono, in modo collaborativo, di integrare le aziende (fornitore – cliente) tra loro e con le strutture esterne (strade, hub, gestione dei rifiuti, ecc.).

Smart energy:

tutto ciò che è intelligente deve anche tenere conto dell’ottimizzazione dei consumi e delle emissioni, creando sistemi più performanti e riducendo gli sprechi di energia secondo i paradigmi tipici dell’energia sostenibile.

I vantaggi dell’Industria 4.0 e la fabbrica intelligente
Analisi intelligente dei dati

Abbiamo già detto che la raccolta dei dati è fondamentale, ma solo se sappiamo poi come trarne beneficio per prendere le decisioni giuste. È essenziale raccogliere, comprendere e utilizzare l’enorme quantità di dati creati nelle nostre aziende ogni giorno, ogni minuto. La trasformazione digitale sta facendo esattamente questo fondendo il mondo virtuale e quello fisico.

Prendere decisioni sicure

Lo sviluppo di un nuovo prodotto, la pianificazione di un nuovo impianto o la produzione con l’aiuto di strumenti digitali crea un’immagine virtuale dettagliata. La riproduzione digitale permette di ottenere utili report, grazie alla combinazione di simulazioni della realtà basate sull’analisi dei dati in un ambiente simulato. Ciò consente di creare innovazione più rapidamente e in modo più affidabile, richiedendo al contempo un numero significativamente inferiore di prototipi reali. I dati che vengono creati quando viene realizzato il prodotto possono essere raccolti, analizzati e riportati nella fase di sviluppo. Ciò contribuisce a migliorare e ottimizzare i nuovi prodotti e i processi già dalle fasi iniziali.

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Come diventare una vera digital enterprise
La digitalizzazione e l’automazione sono gli elementi chiave per affrontare le sfide di oggi e di domani. La fusione del mondo virtuale e fisico consente di integrare perfettamente l’intera catena del valore dalla progettazione alla realizzazione, ottimizzandola con un flusso continuo di dati. Una vera digital enterprise è in grado di sfruttare la potenza illimitata dei dati acquisendo informazioni preziose per prendere decisioni rapide e sicure e per creare i migliori prodotti della categoria attraverso una produzione efficiente.

Le marcatrici laser LASIT rispettano tutti i criteri per entrare a far parte di una fabbrica intelligente. I nostri software, sviluppati seguendo le specifiche esigenze dei nostri clienti, sono in grado di interfacciarsi coi sistemi ERP di fabbrica e di scambiare informazioni attraverso i principali protocolli di comunicazione.

LASIT ha molto a cuore lo sviluppo industriale verso la 4.0 e ha da subito capito l’importanza di digitalizzare i sistemi e analizzare correttamente i dati per ottimizzare la produzione sua e quella dei suoi clienti.
L’Italia e l’Industria 4.0

In tutti i paesi industrializzati del mondo i governi stanno adottando diverse misure per favorire la svolta delle fabbriche verso il 4.0. Anche in Italia negli ultimi anni ci siamo adeguati a tali misure e abbiamo fatto importanti passi avanti.

Nel 2016 il governo italiano inserì nella Legge di Bilancio 2017 un piano per l’Industria 4.0 con la mobilitazione di oltre 10 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, consentendo l’inizio del passaggio alla quarta rivoluzione industriale da parte del nostro paese. Dalla prima redazione il piano ha previsto ulteriori incentivi e ha subito qualche cambiamento, fino alla sua ultima versione di quest’anno.

La manovra 2021 è prorogata fino al 2022, quindi per la prima volta sarà valida oltre un anno. È confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31/12/2022 di beneficiare del credito anche solo con il versamento di un acconto pari al 20% del valore totale dell’importo e la consegna del bene entro i 6 mesi successivi (quindi giugno 2023).

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In questo anno le aziende stanno affrontando una sfida ardua. È importante, perciò, conoscere tutti i vantaggi che abbiamo a disposizione per migliorare la condizione futura. Clicca qui per scaricare il documento completo in cui spieghiamo i dettagli del Credito d’imposta e cosa si intende per beni interconnessi. Le percentuali sono superiori agli anni precedenti.

Stiamo parlando infatti del:

Un’altra novità interessante da tenere in conto per chi sta progettando di acquistare beni strumentali o software è la fruibilità. Il Credito d’imposta nel 2021 può essere usufruito nell’anno in corso. Fino ad oggi è stato necessario attendere all’anno successivo all’acquisto per ottenere il credito.

Un altro aspetto interessante è che il Credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni. Questo è un vantaggio davvero importante. L’unica regola che resta valida è il limite d’investimento. Il credito d’imposta perde la sua cumulabilità al raggiungimento dei 2.500.000 euro per i beni strumentali materiali e di 1.000.000 per i beni immateriali.

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