Iperammortamento:
cos’è cambiato nel 2020

L’iperammortamento è stato il tema centrale del 2019 e questa manovra di governo, che segue la Legge di Bilancio, ha favorito numerose aziende nell’acquisto di beni industriali.

LASIT in primis ha acquistato 5 nuove macchine a controllo numerico e ha ammortizzato 41 marcatrici laser dallo scorso novembre, arrivando a un totale di 527 partner soddisfatti grazie ai sistemi di marcatura laser che hanno goduto del beneficio fiscale.

Dal primo gennaio 2020 però qualcosa è cambiato e l’ammortamento è scomparso per cedere il posto al Credito d’imposta, piuttosto vantaggioso per gli investitori.

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Cos’è il Credito d’Imposta e quanto vale

Il credito consiste in una maggiorazione ai fini fiscali del costo di acquisizione dei beni 4.0, con un evidente vantaggio sulla deducibilità del bene. In questo modo si risparmia sulle tasse quali IRPEF e IRES e sui contributi versati.

Il nuovo credito d’imposta per i beni materiali prevede delle percentuali di maggiorazione diverse rispetto all’iperammortamento, che variano dal 20% fino al 40% in base al prodotto acquistato.

Per gli investimenti in servizi e software digitali, invece, il credito ammonta a una maggiorazione del 15% del costo, a patto che siano connessi a beni materiali Industria 4.0. Per tutti i beni che possono godere della maggiorazione diversi dai precedenti, la percentuale è attualmente del 6%.

Le aliquote di maggiorazione sono così suddivise:

  • 150% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per gli investimenti compresi tra 2,5 e 10 milioni;
  • 50% per cento per gli investimenti compresi tra 10 e 20 milioni;
  • non si applica sulla parte di investimenti eccedenti il limite di 20 milioni.

Differenze con l’iperammortamento 2019​

  • Le aliquote percentuali;

  • I beni devono essere destinati a strutture produttive in Italia, non è più sufficiente la sede legale;

  • Il super ammortamento non esiste più, sostituito dal credito d’imposta del 6% del valore del nuovo bene, per investimenti fino a 2mln;

  • L’accredito: le imprese che intendono beneficiare del credito devono inviare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Con un apposito decreto direttoriale questo ha stabilito: il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione in relazione a ciascun periodo d’imposta agevolabile;

  • L’agevolazione verrà poi goduta dall’impresa come credito di imposta utilizzabile in 5 quote annuali di pari importo (3 per gli investimenti in software).

  • 100.000 €

    ACQUISTO

  • 40% = 40.000 €

    CREDITO

  • 5 Anni

    AMMORTAMENTO

  • 10.000 €

    TASSE DOVUTE

  • 2.000 €

    TASSE PAGATE

Un esempio pratico

Se acquisti un bene del valore di 100.000 euro, avrai un credito di 40.000 euro (appunto il 40%) di cui beneficerai in 5 anni mediante la compensazione di tasse (quali anche IRPEF e IRES) e contributi.

Praticamente su 10.000 euro di tasse ne pagherai soltanto 2.000 poiché la restante parte viene compensata dagli 8.000 euro annui del Credito d’Imposta.

I prodotti

Ci sono 3 categorie di beni che rientrano nel credito d’imposta: beni materiali 4.0 (20-40%), beni immateriali 4.0 (15%) e gli altri (6%).

I beni materiali che rientrano nel nuovo credito sono gli stessi dello scorso anno, ovvero beni strumentali che fanno parte dell’industria 4.0 e i dispositivi che, con l’interazione uomo-macchina, migliorano l’ergonomia e aumentano la sicurezza sul lavoro.
Per quanto riguarda i beni immateriali, ci riferiamo invece a quei software, piattaforme e applicazioni che sono necessari al funzionamento dei beni materiali a cui sono connessi.

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Data di Pubblicazione: 11/03/2020

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